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acciaio inox miti da sfatare

 

ACCIAIO INOX MITI DA SFATARE:

SE E' INOX NON ARRUGINISCE E NON E' MAGNETICO ?

 

RUGGINE e CORROSIONE 

L’acciaio inossidabile è una lega ferrosa nota per le sue caratteristiche anticorrosive, motivo per cui viene privilegiato l’utilizzo in tutte quelle applicazioni in cui, a causa dell’esposizione ad agenti corrosivi, è necessario mantenere l’integrità estetica e strutturale del manufatto, sia esso un corrimano, un arredo sino ad arrivare alle valvole.

L’utilizzo più coerente risulta nell’ambito navale, in cui è necessario fronteggiare la corrosione derivante dalla salsedine, sia essa causata direttamente per il contatto con l’acqua, sia per la carica contenuta nell’aria circostante.

Nonostante la fama di indistrubbilità, le macchie di ruggine e la corrosione da ruggine nell’acciaio inox non sono poi così rare. L’acciaio inox è un materiale altamente resistente ma, in caso di tagli, saldatura o per altri contatti con con acciai al carbonio, provocati dall’utilizzo di attrezzi non idonei o da stoccaggio errato, può avvenire una contaminazione ferrosa e conseguentemente risultare intaccabile dalla ruggine.

Le primcipali conseguenze derivanti dalla contaminazione risultano:

A) aspetto estetico, pregiudicato dalla presenza di macchie superficiali;

B) parziali fenomeni corrosivi, causati dall’ossidazione dello strato di ossido di ferro che corrompe la superficie dello stesso e potrebbe esporlo al rischio di corrosione la parte sottostante.

RUGGINE, FATTORI E CAUSE:

Ad agevolare la comparsa di ruggine o corrosione possono essere:

A) la scelta di una lega inadatta all’ambiente di destinazione;

B) il mancato decapaggio in vasca, sia chimico che elettrochimico, in grado di diminuire considerevolmente la rugosità superficiale;

C) l’impiego per la scelta di una determinata lega del mero calcolo del Pitting Resistance Equivalent Number (PREN)*, a prescidere dagli alliganti, tenuto presente che quersti ultimi posso svolgere un ruolo determinante nella resistenza alla corrosione;

. D) L’esposizione, in determinate condizioni atmosferiche fino a 25 Km dalla costa, all’aria salmastra, la quale a causa dell’elevato carico di cloruri, può indurre la dissoluzione dello strato di passivazione;

*Pitting Resistance Equivalent Number (PREN): Il Pitting Resistance Equivalent Number è la misura della resistenza relativa alla pitting corrosion di un acciaio inossidabile in ambiente clorurato” , gli elementi che hanno maggiore influenza sulla resistenza a corrosione per pitting sono: cromo, molibdeno, azoto. La formula base del PREN, determinata per via empirica da numerose prove e riscontri su campo, è:

PREN = 1 × % Cromo + 3.3 × % Molibdeno + 16 × % Azoto

Alcune varianti includono anche la percentuale di Tungsteno (W).

PREN = 1 × % Cromo + 3.3 × (% Molibdeno + 0.5% Tungsteno) + 16 × % Azoto

CORROSIONE, FATTORI E CAUSE:

la definizione corrente della corrosione presente nell’acciaio inox è: vaiolatura o pitting, normalmente è localizzata e puntiforme e viene caratterizzata da piccoli alveoli (anodi) circondati da aloni scuri (catodi).

E’ un fenomeno che , provocando la diminuzione della passività può innescare effetti partticolarmente insidiosi in quanto:

A) rispetto alla corrosione generale, la velocità di avanzamento risulta più elevata , fino a 100 volte più rapidamente;

B) nel caso di perdite minime di materiale, può causare perforazioni;

C) spesso gli alveoli sono minuscoli e non vengono rilevati ad occhio nudo;

Ad innescare questo processo (vaiolatura/pitting) contribuiscono nella maggioranza dei casi:

A) la rugosità elevata con presenza di depositi superficiali;

B) le contaminazioni ferrose o non metalliche;

C) la perdida parziale di passività dovuta all’umidità in presenza di alogenuri;

D) la rottura della tensione del rivestimento antiossidante a causa meccanica o chimica;

COME PREVENIRE I FENOMENI CORROSIVI:

Premesso che la dicitura INOX o INOSSIDABILE comprende una svariata moltitudine di leghe con composizioni e di conseguenza, caratteristiche differenti, bisogna innanzitutto scegliere una lega con concentrazione di inibitori adeguata all’utilizzo che si intende farne.

A titolo di esempio, nel settore nautico dove, le situazioni ambientali richiedono una particolare resistenza alla vaiolatura o pitting, si consiglia di utilizzare abitualmente l’AISI 316, caratterizzato, oltre che dal Cromo, da una percentuale di Molibdeno.

 

 

 MAGNETISMO

CAUSE:

ll magnetismo è un fenomeno naturale per cui un corpo (magnete) costituito di particolari minerali attrae a sé altri corpi che contengano ferro, cobalto o nichel quando posti nelle vicinanze dei suoi estremi (poli magnetici).

L'acciaio inossidabile è AMAGNETICO, cioè non è ferro magnetico di conseguenza le leghe inossidabili, allo stato puro, non subiscono l'effetto dei magneti e, come tale,non attirano una calamita.

Questa tipologia di acciai rimane amagnetica quando è allo stato ricotto, ma successive deformazioni plastiche a freddo che subiscono nella trasformazione in prodotto finito, come curve,riduzioni,cartelle, ecc, possono determinare un aumento della permeabilità magnetica. Le lavorazioni che possono creare questa alterazione sono: rastrematura, stiramento, calandratura, imbutitura, deformazioni, laminazione, trafilatura.

In questi casi, la resistenza meccanica aumenta, “incrudendo” il materiale, aumentandone così la durezza e il magnetismo. L’incrudimento permette la trasformazione parziale dell’austenite in martensite, con un significativo aumento della permeabilità magnetica. Questa trasformazione non incide in alcun modo sulla resistenza alla corrosione del manufatto che si ottiene. Quindi, un manufatto ottenuto con lavorazioni di deformazione a freddo (in AISI 304/304L e/o in AISI 316/316L) e successivamente decapato, riesce a mantenere le caratteristiche di resistenza alla corrosione indipendentemente dall’aumento di permeabilità magnetica.

GLI STUDI SUL MAGNETISMO

Esistono studi specifici al riguardo nei quali si ribadisce che la fase EPSILON o ALFA PRIMO Martensite rendono gli ACCIAI INOSSIDABILI MAGNETICI.

L’ acciaio austenitico può assumere magnetismo anche nel caso di lavorazioni in cui si effettuano lavorazioni con strumenti a forte contenuto di ferro (tipico nel caso di lucidatura manuale) per il cosiddetto inquinamento magnetico.

Per questo motivo risulta evidente che il diffuso “test della calamita” per riconoscere l’acciaio inossidabile, è quantomeno inaffidabile.

A conferma che il valore magnetico è ininfluente sulle caratteristiche chimico fisiche degli acciaio inossidabili,i certificati rilasciati in origine dai produttori comprendono analisi chimiche, meccaniche, dimensionali, ma non sono previste prove di permeabilità magnetica.

 

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Quanto riportato deve ritenersi una linea guida di massima, fermo restando il rispetto delle prescrizioni progettuali. Per la scelta del giusto tipo, date le differenze evidenti, è necessario comprenderle appieno le aspettative di impianto e confrontarsi con I responsabili di progetto.

Nel caso di dubbi o approfondimenti vi invitiamo a visitare il nostro sito WWW.SIRIORACCORDI.IT o contattarci attraverso il form presente nel sito.

 

 

Redatto il 16/12/24 da P.R. Quality Manager